Che le Corporate University stiano crescendo è cosa nota. Secondo il rapporto di Confindustria la loro presenza in Italia, che nel 2010 era circoscritta a venti unità, è arrivata a ben oltre le duecento alle soglie del 2025 (Assoknowledge 2025). La rilevanza di un tale sviluppo, se da un lato ci porta ad escludere la sua classificazione quale moda del momento, ci induce dall’altro ad interrogarci sul perché di tale diffusione. Perché molte realtà hanno scelto di dotarsi di tali strutture? Cos’è una Corporate University e cosa la differenzia da un ufficio di formazione? Esistono delle diversità tra una Corporate University ed un’Academy? Quali sono le tipologie oggi esistenti?
Obiettivo di questo lavoro è per l’appunto di approfondire tali tematiche, offrendo una panoramica delle forme ad oggi più diffuse, della loro storia e soprattutto delle ragioni che ne hanno motivato la crescita.
DEFINIZIONE
Un primo contributo per comprendere cosa siano ci giunge da Meister che definisce la Corporate University (da ora in poi CU) come “l’ombrello strategico per sviluppare il personale e tutti i soggetti della catena del valore (clienti, dealer e fornitori) al fine di rispondere alle esigenze strategiche” (Meister 1998). Tale definizione, che pone in luce la centralità della formazione per l’allineamento strategico alla mission dell’azienda, viene in qualche modo arricchita da Allen che estende il campo di azione della CU al “ventaglio di attività finalizzate a coltivare l’apprendimento, la conoscenza e la saggezza individuale ed organizzativa” (Allen 2002). Sono in tal senso comprese non solo e soltanto le docenze, ma tutte quelle attività volte a sviluppare e preservare il know how e cioè di sviluppo delle conoscenze (attività tipiche di un ateneo), della loro patrimonializzazione e diffusione. La CU, che si configura in tal senso come presupposto di base di un’azienda per apprendere e crescere nel senso proposto da Peter Senge (Senge 2006), assume il carattere di contenitore, un luogo cioè capace di raccogliere tutti gli sforzi nella direzione dello sviluppo della conoscenza e dell’allineamento di questa alla mission aziendale. Sono annoverabili in tale accezione oltre che le attività di formazione, quelle di salvaguardia del patrimonio di conoscenze, di sviluppo del sapere e di definizione dell’identità e dei valori. La CU, che si differenzia in tal senso in modo netto da un ufficio di formazione, assume un carattere strategico, venendo a configurarsi quale supporto privilegiato dell’azienda nella definizione della sua cultura, del suo sapere e della sua identità. Si sottolinea come in tale visione il creare senso di identità e cultura organizzativa siano elementi centrali, costituendo la base per creare motivazione ed engagement e cioè rendere possibile quell’allineamento agli scopi aziendali che tanta parte gioca nel raggiungimento del successo. E’ proprio in tale accezione che Cesaria, Forti e Nacamulli collocano infatti il perimetro delle CU, evidenziando come queste “non siano più solo presidi educativi, bensì delle arene simboliche e dei luoghi di costruzione della cittadinanza organizzativa”, elementi questi ritenuti fondamentali per la creazione del consenso. Concepite in tal senso le CU divengono infatti un “ponte” tra il posizionamento strategico aziendale e l’engagement e cioè il punto di snodo per creare consenso e condivisione sugli scopi da parte di tutti gli attori della filiera (Cesaria, Forti, Nacamulli 2026).
Seppure oggi il termine Corporate University sia utilizzato quale sinonimo di Academy esso, tuttavia, conserva almeno nel panorama italiano una certa differenza; come pone in luce Garbellano, mentre CU identifica infatti l’insieme delle attività di presidio ed indirizzo delle conoscenze nel senso prima esposto, Academy sembra maggiormente legato alla veicolazione di un know how tecnico. Ecco che all’interno di una CU possono esistere più Academy, ciascuna caratterizzata da un’area specifica come quella finanziaria, del marketing o delle vendite (Garbellano 2015). E’ ad esempio il caso della Ferrero Corporate University che al suo interno prevede tredici Professional Academy e della Pirelli che ne annovera nove. Può infine essere interessante rilevare che le Corporate University e le Academy non siano identificabili con le Business School, che sono infatti delle scuole di formazione manageriale, generalmente collocate in ambito universitario.
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