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Intelligenza Artificiale: Impieghi nell'Human Resources Management - tam tam 62 - 2024

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Intelligenza Artificiale è divenuta da qualche anno a questa parte una locuzione piuttosto utilizzata, di cui sente parlare tanto nei telegiornali che nei convegni scientifici. Molte delle sue applicazioni hanno d’altro canto iniziato a prendere parte della nostra vita a cominciare da Alexa, agli assistenti virtuali telefonici ed on line (le cosiddette chatbot), ai traduttori simultanei di Google, ai suggerimenti di acquisto che ci giungono in automatico sul cellulare o sul computer ed alle proposte di nuove opportunità di lavoro su Linkedin. Di alcune di queste applicazioni abbiamo già conoscenza mentre di altre se ne preconizza l’utilizzo come nel caso delle auto a guida autonoma o dei robot in grado di intrattenerci o sbrigare compiti al nostro posto. E’ così nata, in molti nel mondo dell’HR, la curiosità di comprendere quali sono ad oggi gli impieghi di tali tecnologie per la gestione delle funzioni che siamo chiamati a svolgere e quali potrebbero essere nel futuro. L’obiettivo di questo contributo è per l’appunto fare un po' di chiarezza su cosa Intelligenza Artificiale (da ora in poi IA) significhi, di quali strumenti si avvalga, quali siano ad oggi le sue applicazioni e quali potranno essere nel futuro gli impieghi, con riferimento, ovviamente, al solo mondo delle Risorse Umane.

LA STORIA L’Intelligenza Artificiale ha circa ottant’anni di vita. I primi a parlarne furono Warren Mc Culloch e Walter Pitts nel 1943. Gli autori, nel loro articolo A Logical Calculus of the Ideas in Nervous Activity, propongono un modello matematico in grado di utilizzare i sistemi computazionali meccanici (gli attuali computer) in modo similare alle cellule del sistema nervoso centrale umano. A seguire vi è Edmund Berkley che nel 1949 pubblica A Giant Brains or Machines that think, dove parla di macchine giganti (allora un sistema operativo oggi contenuto in un PC poteva occupare anche un piano di un edificio) in grado di fare calcoli. Segue Alan Turing che, nel suo Computing Machinery and Intelligence pubblicato nel 1950, descrive un test, divenuto poi famoso, in grado di determinare il grado di efficienza di un computer nel simulare il comportamento pensante umano. Se gli autori citati possono considerarsi dei precursori, si deve a John Mc Carthy la vera e propria nascita di questo filone scientifico; fu infatti sua l’iniziativa di organizzare una Conferenza presso la Dartmouth University ad Hanover negli Usa nel 1955. Tale conferenza, cui parteciparono soprattutto studiosi del mondo accademico, diede infatti vita ad un filone di ricerca che ha visto proliferare gli sforzi delle Università e dei Centri di Ricerca aziendali di tutto il mondo. L’IA è divenuta ad oggi un polo di interesse di molte delle più grandi aziende come Amazon, Google e Microsoft, preconfigurando un futuro di notevole sviluppo del settore e delle sue applicazioni.

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