Riconoscere e Sviluppare il Potenziale - tam tam 55 - 2020

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Che il potenziale sia oggi uno dei temi di rilievo è cosa indiscussa. Acquisire i talenti, riconoscerne le inclinazioni e svilupparne le capacità è infatti divenuto per molte aziende un elemento critico capace di influenzare in modo significativo il successo. A fronte di tale importanza e dell’impegno che le aziende assumono per individuare e monitorare le potenzialità dei dipendenti, è viceversa meno rilevante lo sforzo della comunità scientifica orientato a definire le caratteristiche di tale costrutto. Cosa si intende per potenziale? Quali le caratteristiche costitutive? Cosa ne favorisce la crescita? Obiettivo di questo contributo è di dare una risposta a tali domande con la finalità di rendere il concetto più operativo nella direzione del riconoscimento delle sue caratteristiche e della definizione delle azioni più idonee al suo sviluppo.

LE VECCHIE DEFINIZIONI DI POTENZIALE

Il Potenziale, affermano Marchetti e Quaranta nel 1984, in una delle prime pubblicazioni italiane sul tema, è un insieme di "caratteristiche, capacità, attitudini che non vengono attualmente utilizzate nell'ambito delle attività svolte" e che si trovano, per l'appunto, in uno stato di potenziale espressione. Il presupposto, continuano gli Autori, è che "ogni individuo sia caratterizzato da una specificità di energie, attitudini ed abilità di cui solo una parte viene utilizzata per il raggiungimento dei risultati del ruolo ricoperto … " e che via sia quindi "un surplus non ancora impiegato" e cioè inespresso, pronto per poter essere utilizzato nella vita professionale futura.

Prova a chiarire meglio il concetto Rotondi nel 2003 che, prendendo a prestito il termine di competenza proposto da Spencer e Boyatzis, suggerisce un ancoraggio del potenziale a comportamenti espressi nel lavoro o capacità che egli distingue in cognitive, realizzative e relazionali/gestionali. Accanto ad esse, suggerisce però la presenza delle metacapacità che, proprio in quanto "caratteristiche più ampie e legate alla personalità", sono "in grado di influenzare le aree sopra citate" e cioè l'espressione concreta delle attitudini. Tale definizione se anche interessante, non ci dice però quali possano essere tali capacità o metacapacità. Quali sono queste caratteristiche legate alla personalità? Manca in altre parole la definizione di cosa costituisca l’essenza del potenziale e cioè la descrizione delle componenti costitutive.

LE RICERCHE SUL POTENZIALE

Al fine di chiarire cosa costituisca l'essenza o identità del potenziale, abbiamo esaminato le ricerche condotte negli ultimi cinquant'anni sulla materia, verificando tra queste, quelle che prendevano in considerazione il rapporto tra le caratteristiche delle persone ed il progresso nel lavoro. Le ricerche che sembravano meglio rispondere ai nostri fini, sono risultate quelle longitudinali, che ponevano in correlazione i risultati della valutazione con l'effettivo progresso nella carriera. La particolarità di tali ricerche, così come di tutti gli studi diacronici, è per l'appunto di studiare l'andamento di un fenomeno nel corso degli anni. La domanda cui queste ricerche tendevano a dare una risposta era: quale delle caratteristiche dei valutati, così come misurate in Assessment, si correlava di più con il progresso nella carriera a qualche anno di distanza? E cioè: quali abilità, attitudini o comportamenti delle persone valutate, risultava avere maggiore influenza sul successo nel lavoro? E dunque: quali degli elementi misurati sembra avere maggiore attinenza con la potenzialità di sviluppo?

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